La scelta delle farine, degli ingredienti e i loro abbinamenti, sono curati dal nostro pizzaiolo e dal Maestro Gabriele Marchesin, direttore della “Scuola Internazionale di formazione e aggiornamento per pizzaioli e gestori di pizzerie”.
Cenni storici sulla Pizza
La pizza risale ai primordi della civiltà umana, derivando dalla antichissima schiacciata di pane che veniva cotta fra pietre roventi ed usata come accompagnamento di altre vivande.
La pizza intesa come schiacciata sottile è stata dunque il primo pane, non lievitato, dell'uomo.
In età preistorica le schiacciate, dette anche focacce, perché venivano cotte sotto le ceneri delle braci del fuoco, erano confezionate con tutte le componenti del chicco, compresa la buccia, ed erano quindi alquanto grossolane perché i chicchi venivano schiacciati nei tradizionali mortai con pestello di pietra o di legno duro. La farina che ne derivava non poteva essere né fine né soffice.
Non si può tuttavia parlare di focacce e quindi di pizza o di pane se non si accenna alla produzione dei cereali attraverso l'agricoltura inventata oltre 10.000 anni fa dai nostri progenitori.
L'attività agricola iniziò dunque dopo l'ultimo periodo glaciale e si sviluppò inizialmente nella cosiddetta “Mezzaluna Fertile”, ossia nelle terre bagnate dai fiumi Nilo, Tigri, Eufrate e Giordano. L'agricoltura si estese ben presto e rapidamente verso Oriente in particolare in India e Cina e quasi contemporaneamente verso la Turchia, la Grecia ed il resto d'Europa.
Da quando l'uomo scoprì l'agricoltura iniziò ad avere una vita più sicura e serena perché progressivamente riuscì a diradare i rischi della caccia, le incertezze delle stagioni, i pericoli delle grandi piogge o della siccità, eliminando il necessario nomadismo per sopravvivere.
Si iniziò a coltivare la terra e tra le prime piante prodotte dall'uomo primeggiarono i cereali in genere coltivati nelle zone collinose dove già allo stato naturale prosperavano.
I nostri avi dapprima si cibarono di chicchi tostati, poi conobbero le zuppe ottenute lasciando ammollare i suddetti chicchi nell'acqua e ottenendo dei cibi assai più digeribili. Successivamente, dopo aver imparato a frantumare i chicchi, confezionarono le prime focacce ulteriormente più gustose e digeribili. Man mano che gli alimenti si raffinavano e diventavano più digeribili, anche la figura umana assumeva aspetti diversi e sempre più vicini alle sembianze dell'uomo moderno, in particolare la sempre crescente facilità di digestione trasformava la struttura delle mandibole, differenziando sempre di più l'uomo dalla specie animale. Il problema della digeribilità degli alimenti quindi è andato di pari passo con l'evoluzione della specie umana.
Il primo cereale della alimentazione umana è stato senza dubbio il miglio seguito poi dall'orzo, dall'avena, dalla segale, dal sorgo, dal panico, dalla spelta e dal farro, tutte piante che erano presenti allo stato naturale, ma in quantità diversa e in diverse parti del globo.
Furono le migrazioni delle popolazioni a far conoscere rispettivamente alcuni tipi di cereali dove non esistevano e viceversa.











